Love is in the air

Ah la primavera! Nonostante il tempo meteorologico non sia propizio, il sole splende nel cuore dei ragazzi che sono tutti su di giri. La tensione per l’esame finale si fa di giorno in giorno più palpabile, ci sono molte cose da fare ed è proprio ora di darsi una bella mossa se si ha intenzione di ottenere un risultato decente. Io oggi sono stranamente di buonumore. Forse questo mio stato d’animo è dettato dalla soddisfazione di non avere assecondato la solita aria malevola che mi avvolge quando sono al lavoro. Avere vicino persone che emanano energia negativa e che hanno il coraggio di criticare perché si lavora e si ha sempre qualcosa da fare oggi non mi è pesato, anzi, mi ha dato la spinta per andare dritta per la mia strada e sentirmi un po’ più in forze. Ho fatto lezione con la signora al pomeriggio e da lei ho sempre soddisfazione per l’impegno che ci mette e la sua capacità di andare oltre le cose. Adoro i racconti che mi fa sul suo bambino. Mi fa tenerezza e desiderare di diventare mamma.

La dieta prosegue senza intoppi fino ad ora. Sono al giorno 6 e per ora resisto. Mi sento meno gonfia e meno colpevole oggi. So di aver compromesso i risultati ottenuti con tanti sforzi, ma so anche che la consapevolezza di aver compreso di avere dei grossi limiti in questo campo e di non essere immune dalle cadute mi rende più forte e più determinata. Mi vergogno ad ammettere di essere una cicciobomba cannoniera e di essere così stupida da non riuscire a controllare certe pulsioni. Il pensiero del cibo a volte diventa ossessivo. Lo cerco o lo disprezzo, lo penso in calorie, lo penso come palliativo, come punizione, come ricompensa. E’ tutto tranne che mero materiale/carburante per il mio corpone. E’ un modo per consolarmi, per mettere a tacere la voce che mi dà della perdente, che mi dice di riempire quei buchi neri che a volte mi sopraffanno. Ho preparato il mio pranzo per domani che consumerò come al solito in auto nell’attesa di iniziare la lezione pomeridiana. Sono agli sgoccioli oramai e dovrò decidermi a iniziare a stilare questa benedetta relazione finale che continuo a rimandare. Inizierò stasera se non mi perdo a guardare cavolate su internet. Domani devo prenotare il viaggio per la Croazia e cercare un hotel. Sarà un tour de force, ma credo ne varrà la pena: questo ed altro per vedere la mia Queen in azione.

E’ strano come riesca a scordare con tanta facilità i risultati che raggiungo e la gioia che mi conferiscono: la laurea, la traduzione, la vincita del bando di concorso per l’Australia, l’esame Ielts… tante piccole tappe fondamentali per la mia realizzazione personale che sembrano non contare più. Ho letto questa frase bellissima: “le mani sporche di lavoro profumano di dignità”. Mi è rimasta nel cuore, ma mi sembra che al momento le mie mani sia tutt’altro che sporche. Mi sento un pochino irrequieta, come se non facessi abbastanza, come se non stessi inseguendo i miei sogni e stessi lasciando andare la parte di me che brama vivere al massimo ogni esperienza. Non riesco più a godermi il presente, le piccole cose, ad uscire per fare una bella passeggiata nella natura. Mi sento a disagio con me stessa spesso e volentieri, come se non avessi il coraggio di guardarmi in faccia allo specchio per paura di vedere oltre l’immagine che mi rimanda. Ognuno ha il suo cruccio, il suo fardello interiore da portarsi appresso. Il mio è pesante tanto quanto me. Il che è tutto dire!

La scorsa notte ho fatto un sogno che mi ha turbata per le persone che vedeva come portagoniste. Non ricordo bene le dinamiche, ma so chi c’era e la cosa mi spaventa perché se i sogni sono desideri… meglio non pensarci!

Here we go again

Dopo un periodo di stanca e di distacco, eccomi alle prese con un nuovo inizio. La pioggia ha ritardato l’arrivo della primavera che si sentiva nell’aria, ma non ha tolto quella stanchezza molesta tipica di questo periodo. Ho attraversato un momento di forte crisi e conseguentemente ne ho risentito nello spirito e nel fisico. Come sempre ho fatto affidamento al rincuorante cibo per colmare le mie mancanze e i miei difetti. Il lavoro mi ha creato grandi disagi, ho lasciato che influenzasse le mie giornate e la percezione di me stessa. Vorrei riuscire a cambaire la visione del mondo come mi ha insegnato quel grand’uomo del mio nutrizionista. Ho fatto il controllo tanto temuto un paio di giorni fa e ho riacquistato, almeno così sembra, la motivazione per agire sulla mia vita e riprenderne in mano le redini. Inevitabilmente c’è sttao un aumento di peso, del resto penso di essermi riempita di qualsiasi cosa in quest’ultimo mese e mezzo. Essermi resa conto di aver “fallito” però è il primo passo per rimettermi in carreggiata e per reagire. Vederlo, parlarci e sentire la fiducia sconfinata che sembra mettere in ogni parola che dice, mi ha tranquillizzata e credo davvero di potercela fare. Il mio obiettivo è di nuovo lontano, ma meno di quanto credessi. So di aver dilazionato i tempi un’altra volta e ho paura di non farcela ad uscire da questo circolo vizioso che mi stritola e mi porta a non avere fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Ho ricominiciato la fase d’urto. Sono sostanzialmente tornata aputno e a capo e di questo devo solo ringraziare me stessa perchè sono io ad aver permesso che interferenze esterne avessero la meglio sulla mia forza di volontà. Forse ho avuto paura di potercela fare perché non avrei potuto più avvalermi della mia coperta di Linus ovvero il mio peso, il mio volume, il mio essere così maledettamente ingombrante per giustificare i miei fallimenti. Mi riesce sempre difficile accettare il fatto di poter cadere. Non perché mi creda la donna invincibile, ma perché sono una perfezionista e tendenzialmente metto molto impegno in tutto ciò che faccio. Mi dispiace se le persone mi interpretano male, se non offro una chiave di lettura logica e lineare, ma non penso che sia giusto smussare certe spigolosità che sono sorte nel mio carattere, certe forme di protezione che mi sono costruita intorno. Perchè devo cercare di andare incontro a persone che non stimo e di cui non mi importa sostanzialmente nulla? Ecco, è ora di finirla di annullarsi, soffrire e somatizzare le influenze e le energie negative che capto da chi mi circonda. Sono come una spugna e raccolgo tutto. E’ come se fossi senza filtri e tutto mi scalfisce. La corazza che mi ero faticosamente riuscita a costruire sta crollando e sono esposta alle intemperie della vita senza alcuna protezione. Questo può essere anche un bene, vuol dire che sono di nuovo aperta alla vita e infatti sento dentro un forte desiderio di famiglia. Mi vergogno persino a dirlo, a formulare questo pensiero a voce alta. Non sono io. Oggi mi sono commossa nel sentire il racconto di come il marito della mia collega le ha chiesto di sposarlo. Ah! Mi accadrà mai di incontrare qualcuno che valga davvero la pena di amare? Riuscirò ad uscire dal mio guscio? Non lo so e devo combattere la mia battaglia contro/con me stessa prima di potermi affidare a qualcun altro. Sono estremamente complicata e non se qualcuno avrà mai la pazienza e la voglia necessarie per studiarmi e risolvere il puzzle che sono. Sono un bel rompicapo laddove bello significa contorto. Avrei voglia e bisogno di lanciarmi all’inseguimento di un obiettivo nuovo, stimolante, ambizioso. Sono andata perdendomi in questi ultimi mesi. Ho lasciato che la routine, lo stress mi portassero via la linfa vitale di cui mi nutrivo dall’altra parte del mondo. Non che la vita là fosse facile, anzi, avevo più scogli e sfide da affrontare che qui, era lo spirito ad essere diverso. So di dover essere grata per essere impegnata, avere due lavoretti, una casa in cui vivere, un’auto per quanto scarcagnata, ma a volte è davvero dura specie se guardo quello che mi ero costruita con le mie forze e quello mi manca qui. Non so se ho fatto bene a tornare, ma forse ero troppo codarda per restare. Ho voluto credere che il mio paese e i miei affetti potessero offrirmi ciò che sentivo mancare là, ma non è stato così. Ho perso molti pezzi per strada e non ho nemmeno provato ad allacciare rapporti nuovi o ricucirne di vecchi. Sono pigra e comoda. Troppo temo.

E mentre il mondo cade a pezzi

thumb.gallery.fernando_botero_030_ballerina_di_flamenco.jpgCon Mengoni a palla in sottofondo mi fermo un attimo prima di immergermi nella lettura del seguito di “Alice nel paese delle meraviglie” che sto analizzando per aiutare una ragazza nella stesura della sua tesina.

Sta diventando sempre più difficile destreggiarsi tra gli ormoni impazziti dei diciottenni del mattino e i capricci degli undicenni del pomeriggio. Oggi sono stata un po’ meno morbida del solito con i ragazzini perché non mi va che mi prendano troppo sotto gamba. Va bene giocare, va bene avere le caramelle come premio, ma bisogna anche lavorare con un minimo di serietà. Nonostante certi disguidi irritanti che si sono verificati ieri, a scuola non è andata male e quasi mi sono commossa nel vedere la felicità di una ragazza che ho aiutato a studiare inglese e che per la prima volta ha preso una sufficienza. Le piccole soddisfazioni che ripagano la desolazione e la tristezza che a volte gonfiano il cuore.

Ieri dopo un bel giramento di noccioline mi sono concessa qualche ora di libertà e mi sono proprio goduta un bel pomeriggio in compagnia. Uscita dal lavoro me ne sono andata al bar per un tè e mi sono fermata su una panchina ad ascoltare un po’ di musica e a farmi scaldare dai deboli raggi del sole. Faceva decisamente freddo, ma non avevo per niente voglia di rinchiudermi a scuola. Mi stava per cogliere l’angoscia così ho scelto di prendermi qualche minuto perché anche se le temperature sono decisamente basse, si sente la primavera nell’aria. Finito con il lavoro in anticipo visto che il ragazzo ha deciso di uscire prima, mi sono diretta all’appuntamento con la mia amica e visto che ero in anticipo mi sono fatta un giretto. Ho passato qualche ora a chiacchierare e ridere come sempre accade quando ci incontriamo ed è sempre un immenso piacere. Tornando a casa mi sono dovuta fermare al supermercato a comprare la mozzarella per mia madre e così ho approfittato per prendere un paio di cosette che erano in offerta, ma anche delle schifezze che mi sono pappata in auto. Non sono riuscita ad evitarlo nonostante mi rendessi conto che era profondamente sbagliato e che non avrei dovuto. In questi giorni mi sento gonfissima, una vera balena e mi sento frustrata per questa mia mancanza di spina dorsale. Non riesco a fare sport, arrivo a casa dilaniata e tra un registro da compilare, qualche correzione da fare o semplicemente la voglia di stare un attimo in pace, non mi metto di impegno. Confido nell’arrivo della bella stagione per fare qualche passeggiata. Ho proprio bisogno di stare fuori adesso. Sento la voglia di fare una corsa, di stare all’aria aperta, di godere del sole.

Let it snow!

Per una volta sono super felice che ci sia la neve perché essendo a casa me la posso godere. Questa mattina camminata nel bosco e tentativo di slittata con mia madre che ha assecondato la mia follia. Dopo un abbondante pranzo è spuntato mio fratello che ci ha portate con il trattorino nel bosco e che ha preparato la pista per dare il via al divertimento. L’età non è più quella di una volta visto che per scendere la collina ci abbiamo impiegato secondi, ma per risalire secoli. Mi sono divertita un sacco e sono ritornata bambina, cosa che mi serviva più che mai visto che passo le notti a fare sogni strani e vivo nell’ansia. In questi giorni ho accantonato il lavoro anche se ho studiacchiato un po’ tedesco. Ho letto qualche pagina di un libro prestatomi da mia zia che mi pare molto bello. Fatico a trovare la giusta concentrazione anche solo per leggere se devo essere sincera e mi sento in colpa a dedicare tempo a cose che non siano lo studio o la lettura di cose prettamente scolastiche.

La dieta ormai mi pare accantonata. Non riesco proprio a dedicarmici con la giusta serenità e mi mangio di tutto in continuazione presa da raptus nervosi e dalla consapevolezza che non sarò mai come vorrò. Mi sento molto meglio nella mia pelle ora rispetto qualche mese fa. I chili persi sono pochi, ma decisamente sempre meglio di niente. Certo è che quando guardo MTV o sfoglio qualche rivista mi assale l’ansia da prestazione mi sento completamente e totalmente inadeguata. Il mio copro sarà sempre rotondo, ma so di poterlo rendere migliore di come è adesso. Eppure la mia mente ha ripreso a marciare in senso opposto. Non che non voglia guarire da questa mia vena autolesionista. Voglio porre fine alle mie lotte con la bilancia e con lo specchio. Lo voglio davvero. E so anche che è profondamente sbagliato dare colpa alle influenze negative che mi arrivano dalla situazione invivibile che ho sul posto di lavoro, perché riguarda solo me e la mia capacità di gestire lo stress questa mia corsa verso l’armadio. Devo essere forte per me stessa. Mi devo rispettare e devo cercare di pensare a quanto mi è costato in termini economici e di fatica mentale raggiungere questi piccoli ma grandi risultati. Al mattino mi è capitato di guardare una trasmissione di MTV sulla danza e vedere quelle ballerine del San Carlo di Napoli, fasciate in tutine che sottolineano la sottigliezza di quei corpi così flessibili, piccoli, fragili all’apparenza ma che in realtà nascondono una potenza inimmaginabile. C’è una fatica, uno sforzo, uno spirito di sacrificio e una passione enormi dietro ogni singolo movimento che per una persona inesperta e totalmente ignorante in materia come me sembra una passeggiata e che in realtà è il frutto di uno studiato calcolo. Quanta disciplina e quanta forza di volontà! Vorrei avere la stessa mente forgiata dallo studio e dalla passione di arrivare. Deve essere davvero dura vivere in una realtà così competitiva. Credo che lo sport aiuti ad accettare le sconfitte, ma crei anche una certa sicurezza in se stessi.

Adesso vado a fare qualche esercizio di tedesco che inizia anche a piacermi e mi piacerebbe molto di più se non sentissi la pressione di non saperlo abbastanza per poterlo spiegare a chi mi chiede aiuto in classe. Poi mi metterò a leggere il libro con cui passerò la serata visto che guardare la tele mi pare davvero una perdita di tempo inaudita. Sarà che per anni ho passato le serate sul divano con il mio moroso dell’epoca a non fare niente e adesso ho sviluppato un’avversione per tutto quello che facevo con lui (anche se sono più che le cose che mi negavo). Ieri ho ammesso cose che avevo tenuto dentro troppo a lungo. A volte escono così, quando ci penso a lungo, ci rimugino sopra sino a scoppiare. Ci sono cose di cui non vado fiera e che non riesco a comprendere. Capita di adagiarsi, di stare con qualcuno per paura, per abitudine e questo con il senno di poi comporta a creazione di un blocco mentale che impedisce di lasciarsi andare alla vita veramente.

Pain & sorrow

Ho appena preso un’aspirina, ma so che non servirà a curare il malessere che provo perché non è solo uno stato fisico bensì il risultato del disagio che provo dentro. Sto passando un periodo di forte stress per i numerosi impegni e per le angherie che subisco quotidianamente sul lavoro. La tensione che si taglia con il coltello, le occhiatacce e le battutine infelici continue e logoranti mi infastidiscono e non riesco a superare il gran casino che è successo la scorsa settimana e a lavorare con serenità. Sono più occupata in questi giorni, ho ritrovato il mio equilibrio in classe e tra alti e bassi le cose sono tornate alla normalità. Ci sono giornate in cui torno a casa scoraggiata dinanzi alla maleducazione e al modo in cui si sprecano certi talenti, ce ne sono altre in cui mi sento utile e avverto un certo piacere nel vedere i progressi che stiamo facendo. Oggi pomeriggio ho fatto lezione alle medie e i ragazzi mi hanno chiesto se fossi arrabbiata: non stavo bene ed evidentemente il nervoso accumulato durante la mattinata era percepibile a pelle. Hanno una certa sensibilità per cogliere al volo gli stati d’animo e oggi hanno percepitola mia tensione che è andata scemando sino a scomparire nel corso della lezione. Sono dei bravi ragazzini ed è un piacere lavorare con loro anche se a colte mettono davvero a dura prova la pazienza.

Prima di tornare a casa sono stata farsi salassare dal benzinaio. Poiché la mia auto ha la spia della benzina rotta ho fatto il pieno in modo da riuscire a farmi un’idea di quanta benzina ho in serbatoio. Adesso ci piove dentro e genialmente avevo lasciato il navigatore nella confezione sotto il sedile… l’ho ritrovata zuppa ieri, ma fortunatamente non ha subito alcun danno. Quando si dice la sfiga. Mi angoscia questa cosa. La mia macchinina… ce l’ho da quando ho preso la patente, ovvero dieci anni… era già di seconda mano per cui non posso pretendere, ma mi dispiacerebbe tantissimo dovermene separare e soprattutto non sopporterei l’idea di dover chiedere aiuto per acquistarne un’altra. Questa mancanza di autonomia mi rende scontenta, insofferente e si somma alle altre insoddisfazioni. Vivo nell’incertezza del lavoro. Un giorno ci dicono che saremo riconfermati anche per l’anno prossimo, un altro ci pare di essere in bilico su un filo sospeso in aria. Vorrei poter fare dei progetti a lungo termine e non pensare a sopravvivere di settimana in settimana. Sono fortunata ad essere sola da un certo punto di vista perché ho piena libertà di fare le veligie e andarmene, ma dall’altro mi sento mancare la terra sotto ai piedi. Quando vedo qualcuno con un neonato in tv o sui giornali o al supermercato mi prende un groppo in gola perché mi trovo a desiderare di avere una famiglia mia, ma dall’altro lato non riesco a pensarmi in coppia. Non so, non voglio correre il rischio di credermi innamorata solo perché desidero una stabilità apparente come ho già fatto in passato. Vorrei innamorarmi veramente e non autoconvincermi di esserlo per sedare il mio istinto materno e il mio bisogno di affetto.

Il disagio sul lavoro che si somma alla stanchezza, al senso di fallimento, al nervosismo, alle aspettative mancate mi crea ripercussioni a livello fisico. Il senso di debolezza, la nausea, il tremolìo alle gambe, il dolore alla pancia… sono tutti segni dello stress e del malessere che ho dentro. Mi conosco abbastanza per sapere quali meccanismi il mio corpo è in grado di mettere in atto per lanciarmi segnali d’allarme, per scuotermi, per farmi reagire. So che sta iniziando una guerra che sono stanca di combattere e che mi lascerà nuovamente stremata. Non mi sembra vero di aver passato una serata spensierata la scorsa settimana con le amiche. Mi pare impossibile riuscire a staccare veramente. Spero di farlo in questa piccola pausa da scuola, ma so che pochi giorni a casa mi renderanno solo più insofferente. La dieta ormai è andata in vacca. Sono incapace di controllarmi. Sono dipendente dalla cioccolata, dal pane, dalla pizza. Da tutte le cose che mi fanno malissimo. Eppure io non riesco a non mangiare, mangiare, mangiare e c’è poco da fare. Altro che focalizzare il risultato, altro che materializzare nella propria mente ciò che si vuole! Ho provato a mettere da parte l’orgoglio da guerriera ferita e a contattare il mio medico per un consiglio, per un po’ di supporto psicologico, per una sgridata, ma non ho ottenuto niente. Non ha risposto alla mia e-mail, e mi ha fatto scoraggiare ancora di più. avevo davvero bisogno di essere messa in careggiata e invece mi sono sentita solo “abbandonata”. So che devo essere io a tirare fuori gli attributi e reimpostarmi, ma adesso come adesso sono proprio in crisi nera e da sola non ce la faccio. Domani vedrò per pranzo la mia mentor. Le darò finalmente il suo regalo di Natale. Non la vedo da settembre credo. E’ scandaloso! Siamo a un’ora e mezza di auto o poco meno e  non ci vediamo mai. Per ironia della sorte ci sentivamo di più quando ero in Australia. Il bello è che quando ci chiamiamo o vediamo è come se il tempo non fosse mai passato e so di poter contare su di lei che mi ascolta per ore e con una lucidità incredibile mi dà due sberle (in senso metaforico) e mi sveglia dalla mia letargia mentale ed emotiva. L’effetto è durato poche ore l’ultima volta, quanto basta per reagire in modo aggressivo alle accuse che mi sono state sollevate per poi spegnermi nuovamente. Le forze negative che mi circondano mi stanno succhiando la linfa vitale. E’ vero che l’energia che ci circonda ci influenza. Ho bisogno di staccare e di ritrovare me stessa, la mia potenza, la fiducia in me stessa e la consapevolezza di poter fare tutto ciò che voglio con la forza di volontà e la determinazione. Devo pensare ai risultati raggiunti e alle mie piccole, grandi conquiste e credere di poterne accumulare delle altre, di potercela fare. Ancora una volta. Da sola. Con le mie sole forze.

 

Angoisse

Mi sento angosciata all’idea di andare al lavoro domani. La situazione è degenerata negli ultimi giorni e io mi sento stanca di combattere e di sentirmi messa all’angolo da certe persone. Ognuno ha le sue ragioni e ho capito che non ne usciremo mai. Gli equilibri si sono spezzati e non riusciremo a ricucire i rapporti perché le cattiverie e le pugnalate alle spalle sono impossibili da dimenticare. Domani arriverà anche la nuova collega e ti dico io che gioia poveretta! Si ritroverà in mezzo a due fuochi e non sarà facile adattarsi al lancio di coltelli in direta. Speriamo bene.

La dieta è definitivamente accantonata. Mi sento malissimo, ma non riesco a trattenermi e a seguire le indicazioni del mio dietologo. Devo scrivergli per chiedergli consiglio ma la verità è che mi vergogno da morire. Mi vergogno ad ammettere il mio fallimento e dover chiedere aiuto. Mi sento una fallita mentre mi ingozzo di crostoli e kinder senza riuscire a smetterla se non quando mi assale un forte senso di nausea e il disgusto che provo è tale da farmi desistere. Non ce la faccio più a darmi delle regole e contenermi, ad avere rispetto per il lavoro che ho fatto su me stessa negli scorsi mesi, a combattere lo stress in altro modo. Il fatto è che penso troppo e mi sto indebolendo. Sto perdendo davvero la sicurezza acquistata e vanificando il percorso che ho seguito negli ultimi due anni. Ho perso molto e adesso temo di dover toccare di nuovo il fondo per poter risalire. Sono molto esposta e vulnerabile in questo momento e basta pochissimo per ferirmi. Sto attraversando un periodo strano, mi sto rimettendo in discussione perché alla fin fine la verità è che continua a mancarmi qualcosa. Dopo tutti questi casini sul lavoro, la macchina rotta, il sentirmi una pezzente nel dover per forza dipendere dall’aiuto di mia madre perché non mi posso permettere di vivere da sola né un’auto nuova, non posso fare altro che mettere di nuovo me stessa di fronte allo specchio e sotto una lente di ingrandimento che mette in risalto tutti i difetti del mio piano per me stessa. Da due anni punto al lavoro. Ho concentrato tutte le mie energie nella mia crescita professionale. Per ottenere che cosa? Niente. Mi sento un’inetta, sono un’incapace e lo vedo ogni giorno sul campo. Ho mille dubbi, mai una sicurezza e se non sono concentrata al mille per cento dico anche cavolate. In Australia ho lavorato fino allo sfinimento a volte, qui mi sono massacrata di esercizi di grammatica per non ottenere nulla perché la mia mente sembra non assorbire niente. I rapporti umani sono allo stremo, ho coltivato amicizie sbagliate, perso persone per strada, permesso a molti di trattarmi come una pezza da piedi. Non so nemmeno io che cosa voglio, che cosa cerco. So di aver commesso commesso molti errori in passato e anche il libro che sto leggendo ora mi fa riflettere sulle migliaia di volte in cui mi sono comportata da stronza e ho minato appositamente il  mio rapporto di coppia. Ho il vizio di dover mettere alla prova chi mi sta vicino, di sentire il bisogno di allontanarmi, di non credere che esista davvero qualcuno al mondo in grado di volermi bene e che voglia passare il tuo tempo con me.

L’altra sera, dopo mesi, sono uscita a cena con le mie amiche e mi sono divertita come non mi accadeva da secoli. Ci siamo godute una serata tra ragazze, al ristorante giapponese. Una mia prima volta. Non mi aspettavo che mi piacesse tanto. Davvero delizioso. Risate, buon cibo, spensieratezza, sentirsi a proprio agio senza mettersi in competizione. Una serata splendida da ripetere, magari senza la parte in cui ci perdiamo per i boschi o giriamo dalla parte sbagliata per tornare a casa. E’ successa anche un’altra cosa strana, che mi ha lasciata un po’ turbata. Credo di aver rivisto il ragazzo con cui uscivo dopo la rottura con il mio ex storico e mi ha fatto specie non salutarlo, essere evitata. Credo fosse lui perché l’ho visto esistare mentre apriva il portone, come se stesse fissando per accertarsi di stare vedendo proprio me. Non so, potrei sbagliarmi perché era buio e non ci vedo bene. Sarà il momento di indecisione, di solitudine, di fragilità, ma continuo a pensare a lui. Non che ci possa essere qualcosa tra noi, sono sempre stata certa che non potesse essere una cosa seria, non ci ha mai dato il tempo di conoscerci, ha sempre corso troppo e non rientra nei miei schemi mentali. Solo che era molto coccolo con me, mi accarezzava i capelli e a volte mi abbracciava come se fossi una cosa estremamente preziosa, come se potessi sfuggirgli da un secondo all’altro e dovesse tenermi stretta, come se fossi stata un fantasma. E’ difficile da spiegare, anche perché credo di aver provato emozioni forti con lui nonstante fossi molto lucida e distante. Avevo deciso di vivere da adolescente quella storia e l’ho fatto. Non ho rimpianti né rimorsi. Conservo ricordi che mi piace rispolverare di tanto in tanto, cosa che non ho per il mio ex storico. Continua a lasciarmi un po’ di amaro in bocca questo perché non è normale passare un terzo della propria esistenza con qualcuno e non avere ricordi. Non mi lascia serena però sapere che è in circolazione e che non è partito come mi aveva detto. Ho molte probabilità di incontrarlo lavorando di fronte la casa di sua sua sorella se è così.

Il libro che sto leggendo parla di tre sorelle e una di queste ha problemi di autostima e di peso. Mangia per colmare un senso di insoddisfazione che cova dentro nonostante sia una donna bellissima e di successo. E’ come se il suo mondo girasse intorno al peso. Oggi come oggi tutto gira intorno a come si appare. Lo sappiamo tutti ed è intuile negarlo. Il successo, il valore di una donna si misura in base ai centimetri del suo girovita. L’ambitissima taglia 42 di quando ero adolescente è diventata il corrispettivo di quella che ai tempi era la 46. Adesso bisogna avere un vitino da vespa, i fianchi androgini, le gambe chilometriche e scheletriche, ma un seno da guiness. Io non rientrerò mai nei canoni della moderna bellezza e mi sentirò sempre inadatta. Ambisco a perdere ancora molto peso, ma non a ridurmi a un ammasso di ossa. Non mi interessa, non è nelle mia natura, nella mia costituzione. Anch’io giudico il mondo in base al peso. E per questo sarò sempre una fallita ai miei occhi. Prima guardavo Beyoncé alla conferenza stampa per il Super Bowl e non potevo fare a meno di pensare a quanto è prossima alla perfezione. L’incarnato perfetto, il corpo modellato dalle mani dell’artista per eccellenza, la nuvola di capelli, il talento innato. Ha cantato l’inno a cappella per mettere a tacere chi l’ha criticata per avere cantato in playback alla cerimonia di insediamento di Obama. La sua sicurezza, la sua dolcezza, la sua determinazione, la sua forza traspaiono da ogni suo gesto e ogni sua parola. E’ la donna che mi ispira, che mi infonde coraggio quando mi sento giù. Ho ascoltato Independent Woman e Survivor andando al lavoro in questi giorni per trovare la determinazione e la voglia di fare un sorriso. Mi immagino con il pancione e un compagno devoto al mio fianco quando ascolto Countdown. Mi sogno con l’uomo ideale quando ci sono Dance for you e 1+1. Mi incazzo con The best thing, Ring the alarm e Irreplaceable. Penso al passato con Halo. Mi sento meno sola con Me, myself and I. Mi concentro sui miei obiettivi con Postcard. Rido pensando a mia madre con Freakum dress. Mi gaso con Diva e Single Ladies. Sogno il mio matrimonio con Ave Maria. Ricordo il suo concerto con Smash into you. Ripasso le if clauses con If I were a boy. Piango con Flaws and all e Dangerously in love. Mi immagino innamorata con Cater to you, Bonnie and Clide e Still in love. Ballo con Work it out e Check on it. Una canzone per ogni momento, per ogni stato d’animo. Questo è per me. Una donna che ha 31 anni d’età e 16 di carriera alle spalle, che ha saputo conciliare lavoro e amore, famiglia, che non ha puntato solo sulla bellezza e sull’innata sensualità, ma che saputo costruirsi una credibilità professionale lavorando sodo, mettendosi al servizio degli altri e sgobbando come se fosse infaticabile. Vorrei avere un millesimo della sua forza di volontà e un milionesimo del suo successo nella vita.

Lazy Sunday

In questi giorni mi sono data alla lettura di un libro bellissimo davvero avvincente e mi ha fatto piacere riuscire a leggerlo senza problemi visto che è inglese: ho paura di perdere ciò che ho conquistato e mi rendo conto che ho molte titubanze. Bello, bello, bello! Del resto era un regalo di chi mi conosce bene e non sbaglia un colpo. So di poter contare sempre su questa personcina che mi ascolta e mi riempe il cuoricino di calore ogni volta che si prende pazientemente cura di me e si fa sentire solo per chiedermi come sto.

Ieri è stata una giornata lavorativa. Visto che sono riuscita a scegliere e ordinare gli occhiali da vista venerdì pomeriggio quando, dopo il lavoro, sono andata in un centro commerciale appena fuori città per approfittare di alcune super offerte. Per caso ho decido di far eun giro nel negozio di ottica e dopo aver misurato decine di montature quando mi stavo già facendo fare un paio di preventivi l’occhio mi è caduto su degli occhiali un po’ nascosti e ho deciso per quelli. Quello che si dice il caso. La commessa è stata gentilissima e mi ha fatto anche un buono sconto. Passare da una montatura a giorno a una più forte è un bel salto. Tutto questo per dire che non avevamo particolari esigenze per cui uscire e quindi, nonostante dovrei passare a passare a spedire un pacco, abbiamo deciso di iniziare a svuotare il granaio. Avevamo già spostato mobili e vecchi cimeli nel fienile un paio di anni fa, adesso è tempo di procedere con i lavori e spostare tutto in discarica o farne legna da ardere. Una bella faticata e una bella gelata visto il freddo polare che c’era. Io e mamma ci siamo spezzate la schiena! Pranzo veloce preceduto da caffè con biscotti…e poi via in camera a sistemare le librerie. Un’attività che mi rilassa e di cui avevo decisamente bisogno visto che mi è rimasto ben poco spazio e continuo a comprare libri come un’ossessa. Ne ho scovati molti che devo ancora leggere o che mi piacerebbe rileggere, ma so che questo non mi fermerà dal fare incauti acquisti. Ho davvero una memoria pessima: non mi ricordavo nemmeno di alcuni titoli. Non ho aperto libro di scuola, né pc perché mi mette ansia l’idea di potervi trovare qualche e-mail di lavoro indesiderata. Già è stata convocata una riunione per lunedì mattina e la cosa non mi piace per niente.

Per cena ho preparato per tutte noi la pizza con la pasta sfoglia in modo che anche la nonna potesse mangiarla e lei ovviamente ne ha assaggiato un pezzetto e l’ha lasciata facendomi sentire davvero utile e apprezzata. Grazie! Mi ci voleva. Ho bevuto coca cola e mangiucchiato schifezze oltre ad aver fatto incetta di carboidrati. Mi sono ripromessa di cambiare dal giorno dopo e ovviamente oggi non l’ho fatto. Colazione con brioche (dopo quella di casa ovvio), pranzo normale, seguito da crostoli, cioccolata e patatine. Brava no? Un genio. Mi chiedo se i Kinder contengono qualcosa che dà assuefazione come le bustine di pappa per cani e gatti visto che me ne sento irrefrenabilmente attratta. Faccio veramente schifo e passo dal dolce al salato con una certa nonchalance.

Devo ancora mettermi a finire delle cosette che ho lasciato in sospeso per lavoro, ma senza troppo entusiasmo. Fa freddo, sono stanca e non mi va di chiudermi nello studio a cercare esercizi. Gli occhi mi danno fastidio a volte e voglio evitare di spendere troppo tempo a computer se non devo. Ho già esagerato con l’esposizione alla polvere ieri e alla cenere oggi visto che stamattina ho aspirato la stufa a legna ( e mi sono fatta beccare in pigiama e vestaglia di pile dalla vicina mentre gettavo la cenere nell’orto).

Sempre stamattina sono stata a comprare il bollitore elettrico. Era in offerta sottocosto e me lo sono presa. Era da tanto che lo bramavo e mi fa sentire tanto aussie. Mi mancava troppo!!! Ho preso anche una piantina che ho portato al mio nonnino. Venerdì sono passata fuori casa sua e c’era suo figlio in cucina. Per un attimo mi è parso di vedere lui perché era seduto proprio nella stessa posizione che occupava lui alla finestra e i lineamenti sono quelli. Mi ha fatto specie se devo essere sincera perché per un attimo le loro immagini si sono sovrapposte e ho creduto di vedere lui, ma purtroppo era tutt’altra persona.

 

Voci precedenti più vecchie